6bisGiovedì 17 ottobre  avrà luogo l'annuale Assemblea della Rete Civica Bresciana.

L'Assemblea sarà una preziosa occasione per scambiare qualche riflessione sia di carattere generale che riferita ai nostri paesi e
a livello provinciale.

Ci troviamo a Brescia, in Via Tosio 1 alle ore 20,45.

Ecco di seguito l'Ordine del Giorno:

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laura bianchiniUn ricordo nel giorno anniversario della nascita

Il 23 agosto del 1903 nasceva a Castenedolo Laura Bianchini. La famiglia era di condizioni modeste, per cui fin da giovanissima fu costretta lavorare  alò contempo a studiare da autodidatta, si diplomò maestra e nel 1932 si laureò in lettere. Iniziò a insegnare a Brescia, prima come maestra, poi come docente di storia e filosofia e diverrà infine preside dell’Istituto magistrale. La sua passione per le tematiche educative la portò a collaborare con la casa editrice La Scuola, per la quale realizzò alcuni libri scolastici. Continuava intanto il suo impegno nel cristianesimo sociale: negli anni universitari fece parte della Fuci (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) e del Movimento Laureati . Qualche anno più tardi assumerà la carica di presidente, che manterrà per 7 anni, del ramo femminile della Fuci, coordinata a livello nazionale da Igino Righetti e da monsignor G.B. Montini, il futuro Paolo VI. Fu proprio in questo contesto che ella sviluppò progressivamente il suo antifascismo, che la portò poi a un impegno militante nella lotta per la resistenza.

Dopo l’8 settembre, la sua casa fu sede delle prime riunioni di esponenti militari e politici dell’antifascismo bresciano; vi installò anche una tipografia di fortuna per redigere il giornale “Brescia libera”. Divenuta sospetta alla polizia fascista, si trasferì a Milano ove intensificò l’attività con le Fiamme Verdi, occupandosi dell’organizzazione dei soccorsi ai detenuti politici, dirigendo l’ufficio assistenza alle famiglie dei patrioti caduti e dedicandosi al soccorso dei perseguitati politici e degli ebrei. Per questa sua attività di collegamento, e per il lavoro rischioso che svolse le fu conferito il grado di maggiore dell’esercito partigiano.

Intervenne spesso, con vari pseudonimi (Penelope, Don Chisciotte, Battista) sulla stampa clandestina, con scritti dai quali emerge la sua formazione filosofica, con riferimento in particolare al pensiero del filosofo e pedagogista Jacques Maritain e al personalismo cristiano, che pone al centro dell’ordine sociale la persona umana.

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Sergio ParonettoOggi dimenticato, in passato più citato che letto, il cosiddetto «Codice di Camaldoli» ha ancora oggi, al di là di letture forse troppo «mitiche», qualcosa da dire. Come ebbe origine questo documento?
Il 24 luglio del 1943 si concludeva a Camaldoli, presso l’antico eremo situato nelle foreste del Casentino, al confine tra Toscana e Umbria, una settimana di lavori in cui erano stati coinvolti studiosi cattolici di varie discipline (economisti, giuristi, sociologi, filosofi) per riflettere sulla drammatica situazione del Paese e soprattutto su quale ordinamento sociale proporre per il futuro di un’Italia avviata verso la sconfitta bellica e verso una difficile ricostruzione.
Decisi a superare la concezione corporativa e statocentrica del regime fascista, i partecipanti, una trentina su sessanta invitati, elaborarono i principi di una nuova organizzazione della convivenza civile, alternativa sia al liberalismo sia al socialismo.
Terminata questa settimana di studi, da fine luglio del 1943 alla primavera del 1945, pur nelle difficoltà delle comunicazioni dovute ai mesi più difficili della guerra, i partecipanti agli incontri di Camaldoli – coordinati da Sergio Paronetto e da Pasquale Saraceno – si tennero in contatto, allargando ad altri amici la condivisione delle «idee ricostruttive» e lo scambio di documenti per la rinascita democratica. Un contributo in tal senso fu dato anche dai bresciani Lodovico Montini e Franco Feroldi.

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RETE CIVICA BIS ritaglioCOMUNICATO STAMPA

L’impegno della Rete Civica

Nelle scorse settimane si è riunita la Rete Civica Bresciana, l’associazione che raggruppa una trentina di amministratori locali della nostra provincia.
Dopo aver fatto il punto sulle elezioni comunali, che hanno visti impegnati molti dei soci dell’associazione, sono stati sottolineati alcuni dei temi che hanno caratterizzato l’azione della Rete in questo anno e che sono oggetto dell’azione amministrativa in molti comuni.
Si tratta di temi su cui i nostri concittadini sono sempre più sensibili.
Tra questi temi: Ambiente e valorizzazione del territorio; infrastrutture e sviluppo locale; cambiamenti demografici e servizi alla persona; nuove modalità di partecipazione civica.

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piccoli comuni"La vita dei piccoli Comuni, delle popolazioni che in essi risiedono, sono parte essenziale del progredire della Repubblica, e le attese da queste realtà meritano particolare attenzione e ascolto da parte delle istituzioni, a tutti i livelli”.

Lo ha afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un telegramma di augurio inviato in occasione della XIX Conferenza Nazionale Anci Piccoli Comuni che si è aperto il 5 luglio a Gornate Olona.

La popolazione che vive fuori dai grandi centri urbani – sottolinea ancora il Capo dello Stato – non può essere sottoposta a disagi sul piano dei servizi e della mobilitò che giungono, talvolta, a comprimere gli stessi diritti di cittadinanza, favorendo così l’ulteriore spopolamento di paesi e borghi, con il manifestarsi di fragilità sociali e ambientali destinate a impoverire l’intero Paese”.

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